Importanti risultati per il comitato scientifico di Professione Biodinamica

Michele Lorenzetti, Carlo Noro, Andrea Squartini e Matteo Giannattasio

Il lavoro di ricerca svolto dal comitato scientifico di Professione Biodinamica (Michele Lorenzetti, Carlo Noro, Andrea Squartini e Matteo Giannattasio) assume un valore notevole nell’ambito della ricerca in Agricoltura Biodinamica. I risultati sono di altissimo valore e segnano un passo fondamentale a livello mondiale nella strada della comprensione dei meccanismi di funzionamento dei preparati biodinamici. In particolare in questo lavoro si arriva a comprendere l’evoluzione del letame vaccino all’interno del corno interrato. La graduale trasformazione che porterà il letame a divenire preparato corno-letame o preparato 500 è stata seguita attentamente durante il periodo classico d interramento: 6 mesi circa. Le evidenze sono straordinarie e aprono una visione scientifica del metodo a livello mondiale come mai prima era accaduto.

Diamo solo alcuni particolari, quelli più importanti:

  • Il 500 è una vera è propria comunità microbiologica composta da quasi 2000 specie di microrganismi, la quasi totalità batteri
  • Quando il letame, raccolto dal pascolo durante il periodo autunno-invernale, viene messo nel corno è in prevalenza costituito da popolazioni fungine e pochissimi batteri. In particolare un fungo, specie Onygenales, è prevalente rispetto agli altri
  • L’Onygenales proviene dal rumine del bovino. E’ li presente in quanto nel rumine ci sono strutture di supporto alla masticazione peristaltica costituite da cheratina. Queste strutture permettono un miglior disfacimento della struttura fibrosa delle erbe ingerite dal bovino quando si nutre del pascolo. Onygenales, dal greco “Onyx” = “unghia” = “cheratina” è un fungo che demolisce la cheratina idrolizzandola e quindi permette all’interno del rumine di mantenere nuove le strutture a placche cheratiniche presenti in perenne crescita e ricambio.
  • Il fungo Onygenales quando entra nel corno trova subito il substrato che preferisce: la cheratina che riveste l’interno del corno bovino. Quindi incomincia ad idrolizzarla e produce alcuni metaboliti di natura proteica ( a base soprattutto di zolfo ) che sono dei veri e propri “attivatori-segnali richiamo” per i batteri i quali di conseguenza incominciano ad entrare all’interno del corno dal terreno circostante.
  • Da questo punto in poi la crescita in termini di biodiversità delle specie e popolazioni batteriche aumenta in modo considerevole fino ad arrivare fino a circa 1600 specie diverse.
  • I batteri che ritroviamo nel corno sono batteri utili conosciuti in microbiologia agraria per il loro ruolo positivo nei termini della formazione e conservazione della struttura vitale del suolo: Proteobacteria , Firmicutes , Actynomicetales tra i maggiori protagonisti in grado di svolgere azioni fondamentali come la decomposizione della sostanza organica, il flusso dei nutrienti, il biocontrollo, promozione della crescita radicale e addirittura la rimozione dal suolo di alcune sostanze inquinanti.
  • Nel corso della crescita delle popolazioni batteriche e fungine all’interno del corno e durante i 6 mesi di trasformazione il preparato stesso si arricchisce di molte di queste sostanze con base zolfo e con ruolo di “attivatori-segnali richiamo” le quali entreranno a far parte del preparato biodinamico 500.
  • Grazie a questi “attivatori-segnali richiamo” il 500 avrà anche l’attitudine a stimolare una volta distribuito in campo microrganismi presenti nel suolo ma in stato “inattivo”. L’inattività di molti batteri presenti nel suolo è dovuta spesso alle avverse condizioni ambientali (mancanza di struttura biologica, costipazione, inquinamento da diserbi fitofarmaci o insetticidi)

Quindi, cosa aveva intuito Steiner. Aveva colto che riciclando il letame bovino all’interno del corno stesso si poteva creare una continuità dovuta al legame che unisce l’Onygenales alla cheratina presente sia nel rumine che all’interno del corno. Questo fungo sarebbe così diventato il pioniere per una scalata vitale che avrebbe portato il preparato ad avere una così forte biodiversità in termini di specie batteriche e fungine  utili alla costruzione e al mantenimento della struttura biologica del suolo.

Ma non solo!

Grazie all’accumulo degli “attivatori-segnali richiamo” il 500 diventa a tutti gli effetti anche un prebiotico stimolando e riportando a lavorare tutte quelle classi di microrganismi che per condizioni avverse nel terreno si erano per così dire “silenziati”. Ad oggi sappiamo che il 500 ha ruolo Probiotico e Prebiotico e capiamo meglio come questo straordinario strumento possa avere quegli effetti pratici che tutti gli agricoltori biodinamici professionisti vedono avvenire sotto i loro occhi. Meraviglioso pensare che quasi 100 anni fa Rudolf Steiner senza sapere nulla di quanto scoperto grazie a questo studio avesse pensato ad un così fine meccanismo, preciso e profondamente scientifico. Ed oggi lo ringraziamo ancora.

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